Figlie dell’ Epoca – Storie di (alcune) Donne nella Grande Guerra

Venerdì 20 Marzo ore 21, presso il Teatro “S. Bambina del Belvedere” di Crespano del Grappa, Roberta Biagiarelli nello spettacolo: “Figlie dell’ Epoca – Storie di (alcune) Donne nella Grande Guerra

La serata è preceduta dalla visita guidata al Museo della Grande Guerra di Crespano

 

“Il novecento si apre e si chiude a Sarajevo”. Frase consumata, ma efficace per creare un ponte tra l’inizio della prima “grande guerra” e le macerie dell’ultima guerra in terra d’Europa, quell’inferno – welcome to hell – che è stato il conflitto tra gli stati dell’ex-Jugoslavia. Ecco, io quel conflitto l’ho attraversato e lo conosco a fondo. Sono più di quindici anni che ne parlo attraverso le parole di un altro spettacolo e lo abito nelle sue conseguenze come artista ed essere umano nei miei viaggi, progetti ed azioni concrete nei confronti della Bosnia-Herzegovina, ed in particolare delle sue donne. Il conflitto della prima guerra mondiale invece no, lo conoscevo poco, era ancora storia di libri, di scuola, di film. Poi c’è questo Centenario (1915- 2015) che arriva, quella frase consumata che mi rimbomba nelle orecchie ed ecco che mi metto a cercare dove sono io rispetto ad un evento che ha segnato così profondamente la storia e il territorio europeo.
E scopro che io vedo quel conflitto con gli occhi delle donne, che quando cerco, cerco un catalogo di voci, corpi, persone che non sono partite per il fronte – cose da uomini – ma che sono ugualmente andate in guerra come crocerossine, operaie, braccianti, ma anche come intellettuali, pensatrici, pacifiste e antimilitariste. E scopro che 1.136 di loro hanno fatto del pacifismo in tempo di guerra, un evento che trascende ogni mia immaginazione: l’auto convocazione il 28 aprile 1915 all’Aja del Congresso internazionale femminile per discutere del ruolo delle donne per la diffusione di una cultura di pace. Attraversando i confini di un continente in guerra, donne di tutta Europa e dall’America si sono radunate per parlare di pace. E allora io mi metto a confronto con quelle donne e tento la strada di un dialogo, di una rappresentazione, di una memoria; mi metto dentro le loro storie, aggiungo le mie di questi anni di Bosnia, di artista, di donna e traccio una linea immaginaria tra loro e me. Divento un ponte tra le donne di ieri e le donne di oggi.
(Roberta Biagiarelli)

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